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Si cambia, si invecchia

Ieri ho trovato un mio vecchio album fotografico risalente a una decina di anni fa. A stento sono riuscita a riconoscermi! Ero una palletta, con dei capelli improponibili e dei vestiti orrendi: meravigliosi anni Novanta! E’ cambiato tanto da allora, sono cambiata tanto, per prima cosa, io stessa, che ora mi ritrovo a vivere da sola con un compagno, un gatto e il prospetto di allargare la famiglia appena ci sistemiamo economicamente.

Da giovane ero una di quelle pigrone croniche che pur di non alzare un dito, delegano qualsiasi mansione. Adesso sono il contrario. Diciamo che sono dovuta diventare così per necessità, sia di salute fisica, che mentale. Ero un’ameba, passavo le giornate sul divano a guardare i peggiori programmi che la tv potesse offrire, mangiando sacchetti di patatine come se fossero aria fresca. Un giorno, per gioco quasi, ho voluto provare la macchinetta per il diabete che mia nonna utilizzava per tenere traccia della glicemia e ho letto un valore che non avrei dovuto assolutamente leggere. 273.

Allarmata, mi sono recata subito da uno specialista che mi ha, per prima cosa, messa a dieta, mi ha obbligata a fare attività fisica e mi ha fatto fare tutte le analisi del caso. Una volta recuperato il peso forma, la condizione di diabete se n’è fortunatamente andata. Era solo una reazione del mio corpo alla quantità ingente di cibo che lo obbligavo a trasformare.

Adesso, al mattino, mi alzo alle 6, prendo la mia fascia cardio Garmin e mi godo un’oretta di corsa per il parco. Vado a lavoro, faccio cinque pasti quotidiani, sono sempre in movimento e non mi stanco mai di fare tutto quanto. Sarò cambiata, sarò invecchiata, ma non mi sono mai sentita così bene in vita mia!

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