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Quando la zia si frattura un dito

Ieri mattina ero a fare la spesa, in ritardo mostruoso. Dovevo anche tornare a casa a fare il pranzo e una signora aveva deciso di posare un pomodoro alla volta al reparto frutta: purtroppo i pomodori erano accanto alla bilancia, si era piazzata lì, con sacchetto e guanto per prenderli, e uno a uno li gettava dentro per pesarli. Giustamente, come in tutti questi casi, l’altra bilancia era rotta. Mai più andrò a quel supermercato, è piccolo e tutte le volte succedono cose di questo tipo!

Dopo aver superato la vecchietta coi suoi pomodori dovevo andare al banco del pane per prendere un po’ di focaccia, i miei bambini fanno merenda con la focaccia da quando mia madre li ha abituati così. Impossibile fargli fare dietrofront, ho provato a proporgli la frutta, come risposta ho ricevuto degli sguardi sconcertati come a dire “E con questi che ci dovremmo fare?”.

Mentre ci stavo andando mi squilla il cellulare, pensavo che fosse mio marito preoccupato perché ancora non ero tornata a casa. Invece leggo “Zia Gesualda”. Panico. Adoro la zia, ma ha un grosso difetto: è logorroica, ma veramente in una maniera incomprensibile.

La mia nobiltà d’animo, per non dire di peggio, mi ha portato comunque a risponderle: cosa voleva dirmi? Che era al pronto soccorso perché si era fratturata un dito e se potevo andare a casa sua a dare da mangiare al cane, ma mi raccomando subito perché lui è abituato a quest’ora. Io cercavo di sapere come stava, ma lei non faceva altro che ripetermi non preoccuparti per me, mi hanno messo su un letto con il miglior materasso memory che abbia mai toccato, quando torno a casa lo compro! Ma ti prego, vai da Nerone, amore della mamma, è solo e avrà paura e fame!

Sono andata da Nerone, avvertendo mio marito, al quale ho dovuto anche preparare il pranzo, il ragazzo è abituato molto bene. E quando sono tornata a casa ho trovato un pollo allo spiedo con le patatine che mio marito aveva preso al mercato e la sua faccia impegnata a ridere a crepapelle.

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