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Pedalare, che passione

La mia prima bicicletta la ricevetti per il sesto anno compiuto.
Me la ricordo ancora, era verde acido quasi fluorescente con un dinosauro appiccicato come adesivo del quale andavo fierissimo, vista la mia passione per la paleontologia, tra le altre cose, che ho scoperto di avere fin da bambino. I

nizialmente avevo le piccole rotelline posteriori che, per togliere, ho dovuto faticare veramente tanto, tra ginocchia sbucciate e punizioni su punizioni prese dai miei genitori per le condizioni in cui tornavo ogni giorno a casa dalla giratina quotidiana in compagnia degli amici.

Oggi ero in un negozio dedicato allo sport per comprare un paio di scarpe mtb nuove, dato che sono passato alle due ruote più estreme che potessi immaginare.
È faticoso andare in mountank bike, ma solo per la meraviglia dei paesaggi che mi posso godere, consiglio a tutti di praticare questa magnifica attività sportiva. È rischioso, certo, i miei genitori mi chiamano ogni giorno per sapere se sono vivo e intero, ma con le giuste accortezze risulta essere uno sport normale, al pari di molti altri.

Mi preparo sempre il sentiero prima di uscire di casa, studiando percorsi papabili, e mi affido sempre al fidatissimo cardiofrequenzimetro con GPS integrato che mi dà anche la posizione di partenza per non rischiare di perdere mai l’orientamento.

Tornando a parlare delle scarpe, mi auguro che non mi diano problemi come quelle che sostituiranno. Le ho dovute buttare via per il male ai piedi che mi comportavano, era impossibile godersi una pedalata fluida e piacevole, inoltre mi creavano piaghe dolorosissime e molto fastidiose. Se c’è una cosa che ho imparato a forza di andare in mountan bike è che per sport di questo tipo non bisogna essere affatto micragnosi, c’è il rischio di compromettere parti del corpo importanti (come per esempio i piedi) che devono, invece, sempre essere tutelate al meglio.

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