Dietro e oltre il mito c'è una città straordinaria che sa dischiudere scrigni d'arte a chi solo voglia
scoprirli. Bisogna partire dal Tempio Malatestiano, o meglio dalla Cappella dei Pianeti e osservare,
sotto il segno del Cancro, il ritratto di Sigismondo e, sullo sfondo, il Marecchia, San Giuliano, il
ponte di Tiberio, l'Arco d'Augusto. Rimini, insomma. Poi l'affresco di Piero della Francesca e
ancora Sigismondo e, sullo sfondo, il suo Castello.
Oppure fermarsi proprio sotto l'arco d'Augusto. Sul finire del Duecento vi transitò anche Giotto diretto all'antico San Francesco. Esattamente un anno e mezzo prima del passaggio di secolo qui lasciò una grande croce, che resta, e un ciclo di affreschi, perduto, che anticipa di molto quello padovano agli Scrovegni. Daquesto cantiere emerse la costola più precoce dell'arte del fiorentino: la famiglia dei 'riminesi',
Giovanni, Giuliano e un terzo, tale Zangolo, forse nome dialettale che sta per Giovanni Angelo. È
loro il capolavoro di affreschi a San Giovanni Evangelista (Sant'Agostino). Momenti, emozioni che,
con molti altri, Piero della Francesca e i tesori d'arte a Rimini farà scoprire.
Info: tel. 0422.429999
Tipologia: Organizzazione: Comune di Rimini - Luogo dell'evento: Rimini